martedì, settembre 06, 2011

Un vicepresidente che non capisco

Scalfarotto, io non so cosa sia più grave. Che tu non capisca perché scioperiamo? Che tu non capisca perché il tuo partito aderisce allo sciopero? O che tu ti senta libero di scrivere sul tuo blog che non capisci quello che fa il partito di cui tu sei vicepresidente?

Io alle volte mi domando se il PD sia un partito. Se i suoi dirigenti - non i suoi attivisti, attenzione - i suoi dirigenti - abbiano conservato la minima cognizione di cosa sia la disciplina di partito. Poi uno si sorprende che Renzi stia dentro con un piede e fuori con l'altro (più la coda che scodinzola), ma insomma, se non sai perché il tuo partito sciopera magari prima chiedi in giro. Guarda che la cosa equivale più o meno a trovarsi al mare a Gabicce con la famiglia e a scrivere: "Non capisco perché la mia famiglia vada al mare a Gabicce, boh". Cioè, ti aspetti che gli sconosciuti te lo spieghino nei commenti? Nei commenti gli sconosciuti verranno a dirti che tu in seno a quella famiglia non conti un cazzo, ed è irrilevante che sia una famiglia aperta, moderna o post-.

Io poi se fossi un vicepresidente del PD, e mi rendessi conto che i miei pareri e le mie opinioni sono irrilevanti, tanto che il Partito fa cose che io non capisco, beh, forse me lo terrei per me. Per due motivi:
(1) Per disciplina di partito: perché fare parte di un Partito significa (ma questa cosa temo proprio non passi più) anteporre talvolta le necessità di un Partito alle proprie. A un certo punto si decide di fare una cosa e si fa, e stop alle discussioni. Non è che usi il blog per fare la fronda esterna, perdio, c'è scritto sulla colonnina che sei il vicepresidente. Cioè ma t'immagini Joe Biden che scrive sul blog che non capisce cosa sta facendo Obama? Una cosa così.
(2) Perché forse non sarei così ansioso di mostrare all'elettorato tutto che io non prendo parte parte alle decisioni, e non capisco nemmeno quello che il partito fa.

4 commenti:

  1. ecco, appunto.
    Il Post, con cui Scalfarotto (ma anche Civati e Sofri)collabora parecchio, mi è sembrato molto critico con questo sciopero.
    Ho avuto anchhe l'impressione che la deroga all'articolo 18 sia stata usata in maniera strumentale (sempre nelle pagine del post) per far apparire lo sciopero come una protesta su questa deroga e non contro una manovra iniqua e,in fin dei conti, dilettantistica.
    Andrea

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  2. Al Post possono avere la linea che preferiscono, e che meglio rappresenta i loro lettori.

    Ma Scalfarotto, santiddio, è vicepresidente del Partito Democratico, che dovrebbe anche lui avere una linea condivisa, come minimo, dai suoi dirigenti.

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  3. sono ridicoli. hanno dimenticato cosa vuol dire fare opposizione, e si perdono in infiniti rivoli di autoreferenzialità. one

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  4. Parlano tanto del fatto che "la maggioranza del partito non sa gestire le minoranze". A me pare che siano loro a non saper accettare le sconfitte.

    A me dispiace, ma se ne devono fare una ragione.
    I vari Luca Sofri/Marta Meo/Pippo Civati/Ivan Scalfarotto/Cristiana Alicata/Matteo Renzi/Chiamparino/Ichino/ecc...
    Hanno già avuto la loro occasione.
    E hanno perso. Hanno perso o hanno scelto di non impegnarsi in prima persona quando era legittimo farlo.
    Punto.

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